Arrivare nel centro di Bologna e trovarsi davanti alle Due Torri significa incontrare il volto più riconoscibile della città. La Torre degli Asinelli unisce storia medievale, ingegneria, letteratura e panorama, ma nel 2026 c’è un dettaglio pratico da sapere subito: la salita è ancora sospesa per i lavori nell’area della Garisenda. Qui raccolgo ciò che serve per capire il monumento, visitarlo nel modo giusto e organizzare un’alternativa sensata.
La torre bolognese da conoscere prima di organizzare la visita
- Altezza di 97,20 metri e 498 gradini fino alla terrazza.
- Costruita tra il 1109 e il 1119 dalla famiglia Asinelli.
- È la torre medievale pendente più alta d’Italia.
- Nel 2026 è chiusa al pubblico per i lavori nell’area delle Due Torri.
- Quando riaprirà, la salita richiederà prenotazione obbligatoria e accesso a fasce orarie.

Perché la Torre degli Asinelli è il simbolo di Bologna
La torre non è soltanto un punto panoramico. È la parte più evidente di quella Bologna medievale che voleva mostrarsi potente attraverso il mattone, l’altezza e la posizione delle proprie famiglie. In città furono costruite più di cento torri, mentre oggi ne restano poco più di una ventina: per questo le Due Torri hanno un peso visivo e storico ancora maggiore.
La costruzione viene tradizionalmente collocata tra il 1109 e il 1119 e attribuita alla famiglia Asinelli. All’inizio la funzione era anche difensiva, con un valore di controllo e segnalazione, ma una torre così imponente comunicava soprattutto prestigio sociale. Il Comune ne acquisì la proprietà già nel secolo successivo, trasformandola progressivamente in un elemento pubblico della città.
Il nome è legato alla famiglia che ne promosse la costruzione, non a una particolare presenza di animali nel monumento. Esiste però una leggenda popolare secondo cui due asini avrebbero fatto trovare al loro padrone un tesoro, permettendogli di finanziare la torre e il matrimonio del figlio con una ragazza di famiglia nobile. Io la considero una storia piacevole da raccontare, ma la distinguerei sempre dai dati storici documentati.
Numeri, materiali e dettagli che si notano dal basso
Con i suoi 97,20 metri, la Torre degli Asinelli domina il centro storico e conserva il primato di torre medievale pendente più alta d’Italia. La pendenza non è soltanto un effetto ottico: la struttura presenta un fuori piombo di circa 2,2 metri, percepibile soprattutto osservando i suoi profili verticali dalla piazza.
La base è costruita con grandi blocchi di selenite, una pietra chiara usata spesso nell’architettura medievale bolognese. Salendo, la muratura diventa più leggera e il mattone prende il sopravvento. Questa differenza di materiali racconta bene la logica costruttiva del monumento: una base robusta per sostenere il peso e una struttura più slanciata verso l’alto.
L’interno conserva una scala di 498 gradini, stretta e sviluppata attorno al corpo della torre. Non è una salita da affrontare di corsa. Quando sarà nuovamente possibile accedere, consiglio scarpe con buona presa, una pausa a metà percorso e particolare attenzione nei passaggi in cui chi sale e chi scende deve incrociarsi.
| Elemento | Dato utile | Cosa significa per il visitatore |
|---|---|---|
| Altezza | 97,20 metri | Panorama molto ampio sui tetti e sulla pianura |
| Scala | 498 gradini | Salita impegnativa, non adatta a chi ha difficoltà motorie |
| Accesso ordinario | Circa 45 minuti | Tempo sufficiente per salita, sosta e discesa |
| Biglietto standard | 5 euro | Tariffa indicata prima della chiusura, da ricontrollare alla riapertura |
| Biglietto ridotto | 3 euro | Applicato a diverse categorie, tra cui studenti e over 65 |
La salita e la situazione nel 2026
Il punto più importante per chi sta organizzando un viaggio è questo: nel 2026 la Torre degli Asinelli risulta chiusa al pubblico. La sospensione è collegata ai lavori di monitoraggio, messa in sicurezza e restauro dell’area delle Due Torri, con particolare attenzione alla Garisenda. Non esiste una data di riapertura da considerare sicura, quindi eviterei di acquistare un biglietto basandomi su vecchi articoli o pagine non aggiornate.
Prima della chiusura, l’ingresso avveniva con prenotazione obbligatoria e in fasce orarie. La tariffa ordinaria era di 5 euro, quella ridotta di 3 euro, mentre alcune categorie accedevano gratuitamente. Questi dati restano utili per farsi un’idea del costo futuro, ma orari, disponibilità e condizioni dovranno essere confermati quando l’accesso verrà riattivato.
La chiusura non rende inutile la visita alla zona. Piazza di Porta Ravegnana resta uno dei punti più intensi del centro bolognese, anche se l’area della Garisenda può essere delimitata e i percorsi pedonali possono cambiare. Per fotografare l’insieme consiglio di spostarsi leggermente lungo via Rizzoli, invece di fermarsi proprio sotto le torri, dove la prospettiva è meno leggibile.
Asinelli e Garisenda non raccontano la stessa storia
Le Due Torri vengono spesso percepite come un unico monumento, ma sono due edifici diversi. La Torre degli Asinelli è la più alta e slanciata, mentre la Garisenda raggiunge oggi circa 47 metri ed è molto più inclinata. La sua pendenza dipende da problemi del terreno e delle fondazioni, tanto da aver richiesto l’abbassamento della torre già nel XIV secolo.
È la Garisenda, non l’Asinelli, a essere ricordata da Dante nel XXXI canto dell’Inferno. Il poeta la cita come riferimento visivo per descrivere il gigante Anteo che si piega. Questa distinzione è piccola, ma importante: aiuta a leggere le Due Torri come un dialogo tra due strutture con vicende architettoniche e letterarie differenti.
Oggi nessuna delle due torri offre una normale esperienza interna. La Garisenda non è visitabile e l’Asinelli è chiusa per motivi legati ai lavori dell’area. Se cerco una vista dall’alto durante questo periodo, sceglierei la Torre dell’Orologio in Piazza Maggiore, che permette di osservare Bologna da una prospettiva più centrale e ordinata, con un accesso separato e soggetto a disponibilità.
Come inserire le Due Torri in un itinerario bolognese
La posizione è perfetta per costruire un percorso breve ma ricco. Dalla piazza si raggiungono in pochi minuti Piazza Maggiore, il Quadrilatero, Piazza Santo Stefano e l’area universitaria. A mio parere, il modo migliore per vivere il luogo è non limitarsi alla fotografia frontale, ma proseguire sotto i portici di via Rizzoli e Strada Maggiore, osservando come la torre cambi prospettiva a ogni isolato.
- Piazza Maggiore per collegare le torri alla storia civile e religiosa della città.
- Quadrilatero per entrare nel tessuto commerciale più antico, tra botteghe e mercati.
- Piazza Santo Stefano per una pausa più raccolta e architettonicamente suggestiva.
- Via Zamboni per incontrare l’anima universitaria e alcuni palazzi storici.
- Torre dell’Orologio come alternativa panoramica durante la chiusura dell’Asinelli.
Se la torre dovesse riaprire durante il soggiorno, prenoterei la salita in anticipo e lascerei almeno un’ora libera attorno all’orario scelto. La scala interna è stretta, la visita non è adatta a passeggini o a chi soffre molto gli spazi chiusi, e in caso di vento forte, pioggia o maltempo l’accesso può essere sospeso per sicurezza.
Un errore frequente è considerare la salita una semplice attrazione da inserire tra due appuntamenti. I 498 gradini non richiedono una preparazione sportiva particolare, ma chiedono tempo, equilibrio e una condizione fisica adeguata. Per chi non può affrontarli, il valore della visita resta comunque intatto osservando il monumento dal basso e scegliendo un altro punto panoramico.
Il modo migliore per ricordare la torre anche senza salirci
La Torre degli Asinelli vale la visita anche quando l’accesso è sospeso, perché il suo significato non dipende soltanto dalla terrazza finale. È una traccia concreta della Bologna comunale, della competizione tra famiglie medievali e di una città che ancora oggi riconosce il proprio profilo nei mattoni di queste due costruzioni.
Nel 2026 la scelta più prudente è controllare lo stato dei lavori poco prima della partenza, fotografare le Due Torri da più punti e prevedere una vista alternativa. Quando la salita tornerà disponibile, la prenotazione anticipata e una valutazione onesta dei propri 498 gradini faranno la differenza tra una visita affrettata e un’esperienza davvero memorabile.