Sentieri delle Foreste Casentinesi - quali scegliere?

Serse Carbone .

17 luglio 2026

Un escursionista percorre un sentiero tra le Foreste Casentinesi in autunno, con un monastero e un eremo sullo sfondo.

Scegliere tra i tanti sentieri delle Foreste Casentinesi non è semplice: si passa da brevi camminate interpretative a itinerari di crinale che richiedono allenamento e una giornata intera. Ho raccolto i percorsi più interessanti, con distanze, tempi indicativi, dislivelli e livello di impegno, insieme ai consigli che fanno davvero la differenza prima di partire.

La scelta del percorso dipende da tempo, dislivello e stagione

  • Per iniziare: i Sentieri Natura di Camaldoli, Campigna e Ridracoli sono le opzioni più accessibili.
  • Per una giornata intensa: l’anello dell’Acquacheta e il Monte Falterona offrono paesaggi molto diversi.
  • Per più giorni: il Sentiero delle Foreste Sacre collega Lago di Ponte e La Verna in sette tappe.
  • Attrezzatura indispensabile: scarponi con buona suola, acqua, mappa offline e abbigliamento per pioggia e fango.
  • Attenzione alle regole: la Riserva integrale di Sasso Fratino non è accessibile liberamente.

Un gruppo di escursionisti percorre un sentiero tra gli alberi delle Foreste Casentinesi, immersi nella luce dorata del bosco.

Quali percorsi scegliere nelle Foreste Casentinesi

Il Parco dispone di una rete escursionistica di oltre 600 chilometri, quindi cercare “il percorso più bello” ha poco senso senza chiarire prima che tipo di giornata si desidera. Io partirei da tre criteri concreti: tempo disponibile, dislivello che si è abituati ad affrontare e interesse principale, che può essere una cascata, una faggeta, un panorama o un luogo spirituale.

Itinerario Distanza Impegno indicativo Ideale per
Sentiero Natura Camaldoli 2,6 km Breve, circa 1-2 ore effettive Foresta, alberi e visita ai luoghi monastici
Sentiero Natura Campigna 3,5 km Medio-breve, dislivello circa 200 m Una prima escursione nella faggeta e abetina
Sentiero Natura Ridracoli 3,5 km Facile, dislivello circa 100 m Famiglie, acqua e paesaggio della diga
Anello dell’Acquacheta 12 km Giornata intera, dislivello circa 500 m Cascata, storia e paesaggio dantesco
Monte Falterona e Monte Falco 16 km Impegnativo, dislivello circa 1.000 m Escursionisti allenati e panorami di crinale

I dati possono cambiare in base alla variante scelta, alle condizioni del terreno e alle soste. Per questo considero i tempi del Parco una base di pianificazione, non una promessa: un sentiero umido in autunno può richiedere molto più tempo rispetto allo stesso itinerario percorso in una giornata asciutta.

Tre escursioni da segnare sulla mappa

Acquacheta tra cascata e memoria dantesca

L’anello classico parte da San Benedetto in Alpe e raggiunge la Cascata dell’Acquacheta, alta oltre 70 metri, passando dalla Piana dei Romiti. Il percorso misura circa 12 chilometri e presenta un dislivello complessivo significativo, con tratti che diventano scivolosi dopo la pioggia.

La cascata è il punto più fotografato, ma non è l’unico motivo per venire qui. I ruderi dei Romiti raccontano l’antico insediamento monastico e aggiungono profondità a una camminata che altrimenti rischierebbe di ridursi alla semplice ricerca di una bella veduta. Dante citò proprio questo salto d’acqua nel XVI canto dell’Inferno, ma io suggerisco di arrivare presto, soprattutto nei fine settimana primaverili ed estivi, quando il sentiero può essere affollato.

Camaldoli per unire bosco e silenzio

Per chi desidera un itinerario meno fisico ma ricco di contenuti, il Sentiero Natura di Camaldoli è una scelta riuscita. La scheda ufficiale indica 2,6 chilometri, circa 100 metri di dislivello positivo e un percorso dedicato alla conoscenza degli alberi, compreso il castagno Miraglia.

Si può abbinare la passeggiata alla visita del Monastero e del Sacro Eremo. Esiste anche un anello più impegnativo tra i due insediamenti camaldolesi, lungo circa 7,5 chilometri e con 400 metri di salita. Qui il valore dell’escursione non sta nella velocità: il bosco invita a rallentare, e il rispetto del silenzio presso l’Eremo non è un dettaglio di buona educazione, ma parte dell’esperienza.

Monte Falterona per chi cerca quota e respiro

Dal versante casentinese, l’itinerario verso il Monte Falterona può includere le sorgenti dell’Arno e il Lago degli Idoli. La proposta indicata dal Parco misura circa 15,5 chilometri e supera gli 800 metri di dislivello positivo, mentre l’anello più ampio verso Falterona e Falco arriva a circa 16 chilometri e 1.000 metri di salita.

È il percorso che sceglierei con una buona previsione meteorologica e un passo già sicuro. In quota il bosco lascia spazio a radure e crinali, ma il vento, la nebbia e il fondo bagnato possono cambiare rapidamente la difficoltà. Il panorama ripaga la fatica, purché non si parta sottovalutando il ritorno.

Dai sentieri brevi al trekking di sette giorni

I Sentieri Natura sono pensati per accompagnare il visitatore alla lettura del paesaggio. Sono generalmente più semplici e includono pannelli dedicati a vegetazione, fauna, geologia e storia locale. Oltre a Camaldoli, Campigna e Ridracoli, si trovano proposte presso La Verna, Badia Prataglia, Fiumicello, Castagno d’Andrea, Lago di Ponte e Acquacheta.

Ridracoli è particolarmente adatto a chi vuole camminare senza affrontare subito un grande dislivello. Il suo sentiero misura circa 3,5 chilometri e segue una valle segnata dalla presenza dell’acqua e della diga. Non lo considererei un semplice percorso “per principianti”: è piuttosto un modo intelligente per osservare come infrastruttura, bosco e paesaggio possano convivere nello stesso ambiente.

Per un’esperienza più completa esiste il Sentiero delle Foreste Sacre, che attraversa il Parco da Lago di Ponte fino a La Verna. Il tratto principale è organizzato in sette tappe, mentre il collegamento da Marradi a Lago di Ponte viene indicato come tappa 0. Si passa da San Benedetto in Alpe, Castagno d’Andrea, Campigna, Camaldoli, Badia Prataglia e Rimbocchi.

La tappa Campigna-Camaldoli, per esempio, misura circa 14 chilometri, con 640 metri di salita e 890 di discesa. Attraversa il Passo della Calla, sfiora l’area di Poggio Scali e raggiunge prima l’Eremo e poi il Monastero. L’ultima tappa, da Rimbocchi a La Verna, è più breve, circa 7,9 chilometri, ma include una salita di oltre 600 metri.

Un trekking di questo tipo richiede prenotazioni, gestione dei bagagli e un controllo realistico delle proprie energie. Non comprimerei le sette tappe solo per terminare prima: la qualità del cammino dipende più dal margine di tempo che dalla distanza percorsa ogni giorno.

Come preparare una giornata senza brutte sorprese

Controlla percorribilità e traccia

Prima di partire consulto sempre lo stato di percorribilità indicato dal Parco e scarico la traccia GPS sul telefono. La mappa offline è utile nelle zone con segnale debole, ma non sostituisce una carta escursionistica cartacea in scala 1:25.000, soprattutto quando si progettano varianti o anelli.

Segna il punto di partenza, il parcheggio, le possibili vie di rientro e almeno una località intermedia. Molti sentieri attraversano aree poco abitate: se si perde tempo per un bivio sbagliato, non è detto che si possa recuperare facilmente con un’auto o con i mezzi pubblici.

Calcola acqua, luce e dislivello

Per una camminata di mezza giornata porto almeno 1,5 litri d’acqua a persona; in estate, su itinerari lunghi o poco serviti, aumenterei la quantità. Non darei per scontate fontane e sorgenti: alcune possono essere stagionali o non controllate.

Il dislivello è spesso più importante dei chilometri. Un percorso di 10 chilometri con 700 metri di salita può stancare molto più di un itinerario di 15 chilometri quasi pianeggiante. Partirei con almeno due ore di margine rispetto al tramonto, perché fango, fotografie e pause di orientamento allungano sempre il tempo reale.

Leggi anche: Itinerari in bici - come scegliere il percorso giusto per te

Vesti come se il meteo potesse cambiare

Scarponi con suola scolpita, guscio impermeabile, strato caldo leggero e bastoncini sono una dotazione sensata anche in estate. In autunno il terreno sotto le faggete può essere coperto di foglie e nascondere radici o pietre; dopo piogge intense, alcuni tratti diventano molto più lenti.

In inverno neve e ghiaccio possono comparire sui crinali, mentre in primavera il sottobosco resta umido a lungo. Per le escursioni alte scelgo sempre una giornata stabile e verifico vento, visibilità e temperatura percepita, non solo il dato del paese di partenza.

Stagioni, accessi e limiti da conoscere

La primavera regala ruscelli pieni e vegetazione brillante, ma anche fango e sentieri più lenti. L’estate è piacevole nei boschi, mentre sui crinali il sole può diventare severo nelle ore centrali. L’autunno è la stagione più scenografica per i colori e l’ascolto del bramito del cervo, però i fine settimana richiedono partenze mattutine.

Periodo Punto di forza Precauzione principale
Marzo-maggio Acque, fioriture e temperature miti Fango e tratti ancora umidi
Giugno-agosto Giornate lunghe e boschi freschi Caldo, temporali e affollamento
Settembre-novembre Foliage e atmosfera più silenziosa Giornate brevi e foglie scivolose
Dicembre-febbraio Neve e paesaggio raccolto Ghiaccio, neve e possibili chiusure

Un equivoco frequente riguarda la Riserva integrale di Sasso Fratino. Non è un’area da attraversare liberamente: l’accesso è limitato e riservato a motivi specifici, come la ricerca. Si possono però percorrere itinerari autorizzati nelle foreste circostanti, comprese aree di grande valore naturalistico presso La Lama, Campigna e i valloni vicini.

Il portale ufficiale del Parco distingue anche i percorsi accessibili a persone con difficoltà motorie o sensoriali. A Campigna, per esempio, il sentiero “per tutti i sensi” è lungo circa 350 metri ed è stato progettato per una fruizione più ampia, anche se pioggia e fango possono ridurne l’agibilità.

Prima di partire verifico inoltre eventuali deviazioni, lavori, limitazioni temporanee e condizioni delle strade di accesso. La segnaletica è utile, ma non elimina la necessità di orientarsi: nei boschi una traccia può sembrare evidente e poi dividersi in pochi metri.

Il modo più semplice per costruire il proprio itinerario

Per un primo fine settimana sceglierei una base tra Camaldoli, Campigna, Badia Prataglia o San Benedetto in Alpe e abbinerei un sentiero breve a uno più impegnativo. Così si può capire come reagiscono gambe e scarponi senza trasformare il viaggio in una prova di resistenza.

La combinazione più equilibrata, secondo me, è una giornata a Camaldoli o Ridracoli, una seconda escursione all’Acquacheta e una visita lenta a un borgo o a un luogo spirituale. Le Foreste Casentinesi danno il meglio quando non si corre da un punto panoramico all’altro: il valore del percorso sta anche nei silenzi, nei cambi di luce e nelle tracce della storia umana.

Con una buona preparazione, una traccia verificata e un programma proporzionato alle proprie forze, la rete del Parco offre un itinerario adatto quasi a ogni camminatore. Io terrei sempre una regola finale: meglio rinunciare a una vetta o accorciare l’anello che affrontare il rientro stanchi, al buio o con il meteo in peggioramento.

Domande frequenti

I Sentieri Natura di Camaldoli, Campigna e Ridracoli sono le opzioni più accessibili. Camaldoli misura 2,6 km, Campigna 3,5 km con circa 200 metri di dislivello, mentre Ridracoli è lungo 3,5 km con circa 100 metri di salita.
L’anello classico parte da San Benedetto in Alpe, misura circa 12 km e richiede una giornata intera, con circa 500 metri di dislivello. Dopo la pioggia alcuni tratti possono diventare scivolosi, quindi sono consigliati scarponi con suola scolpita e una partenza mattutina.
Il percorso verso Monte Falterona e Monte Falco è indicato per escursionisti allenati: arriva a circa 16 km e 1.000 metri di salita. I Sentieri Natura sono generalmente più brevi e includono pannelli su vegetazione, fauna, geologia e storia locale.
Per una camminata di mezza giornata è consigliato portare almeno 1,5 litri d’acqua a persona, oltre a scarponi con buona aderenza, guscio impermeabile, uno strato caldo leggero, bastoncini e una mappa offline. La traccia GPS non sostituisce una carta escursionistica cartacea in scala 1:25.000.
No, la Riserva integrale di Sasso Fratino non è accessibile liberamente ed è riservata a motivi specifici, come la ricerca. Si possono invece percorrere itinerari autorizzati nelle foreste circostanti, comprese le aree presso La Lama, Campigna e i valloni vicini.
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escursionismo trekking cascate faggete crinali
Autor Serse Carbone
Serse Carbone
Mi chiamo Serse Carbone e da 14 anni dedico la mia attenzione ai borghi, alla natura e agli itinerari narrativi, un percorso che mi ha portato a collaborare con paesagginarrativi.it. La mia curiosità per i luoghi che custodiscono storie e tradizioni, per i paesaggi che parlano e per i cammini che svelano segreti, è ciò che mi spinge a esplorare e raccontare. Cerco di portare chiarezza e profondità nei miei scritti, verificando le fonti e cercando di rendere accessibili anche gli aspetti più complessi, con l'obiettivo di offrire contenuti sempre utili, accurati e aggiornati.
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