La scelta giusta dipende soprattutto da fondo e dislivello
- Per iniziare il Sentiero della Bonifica offre circa 62 km pianeggianti tra Arezzo e Chiusi.
- Per i borghi la Via Francigena attraversa Lucca, San Miniato, San Gimignano, Siena e la Val d’Orcia.
- Per la bici da strada Chianti e Crete Senesi regalano panorami splendidi, ma richiedono gambe allenate.
- Il periodo migliore va da aprile a giugno e da settembre a ottobre, evitando le ore più calde.
- Una gravel o una bici da trekking è spesso più versatile di una bici da corsa sulle strade bianche.

Quattro itinerari con caratteri davvero diversi
La Toscana non ha un unico modo di essere percorsa in bicicletta. Io partirei sempre dal tipo di esperienza desiderata, perché un percorso tra argini e laghi richiede una preparazione completamente diversa da un anello nel Chianti. Nella tabella ho raccolto quattro opzioni rappresentative, con distanze indicative e difficoltà realistiche.
| Itinerario | Distanza | Fondo e difficoltà | Perché sceglierlo |
|---|---|---|---|
| Sentiero della Bonifica, Arezzo-Chiusi | Circa 62 km | Pianeggiante, sterrato compatto, facile | Ideale per famiglie, principianti e bici gravel |
| Lucca-San Miniato sulla Francigena | Circa 51 km | Asfalto, ciclabili e strade secondarie, facile | Unisce mura, pievi, campagne e piccoli centri |
| San Miniato-San Gimignano | Circa 42 km | Saliscendi, circa 600 m di dislivello positivo, media | La scelta migliore per paesaggi collinari e borghi |
| Grand Tour del Chianti Fiorentino | Oltre 150 km | Asfalto e colline, impegnativo | Perfetto per un viaggio di più giorni tra vigne e castelli |
Il percorso più semplice per prendere confidenza
Il Sentiero della Bonifica segue il Canale Maestro della Chiana e collega Arezzo a Chiusi quasi senza dislivello. Il fondo è prevalentemente sterrato, quindi non lo affronterei con pneumatici da corsa molto stretti, soprattutto dopo piogge abbondanti. È possibile percorrerlo in una giornata, ma dividerlo in due tappe da 30-35 km permette di fermarsi nei pressi dei laghi di Chiusi e Montepulciano con più calma.
Il vantaggio pratico è la possibilità di combinare la bici con il treno, partendo da una città e rientrando dall’altra. La difficoltà principale non è la salita, bensì la scarsa ombra nei tratti aperti: in estate servono almeno due borracce per persona e una partenza molto mattutina.
La Francigena per pedalare tra storia e paesaggio
La parte toscana della Via Francigena si sviluppa per quasi 400 km, ma non va considerata come una ciclabile continua e uniforme. Alcuni tratti passano su strade bianche, altri su viabilità ordinaria o su sentieri più adatti al trekking. Prima di partire controllo sempre la traccia specifica per biciclette, non quella pedonale.La tappa da Lucca a San Miniato è una buona introduzione, mentre il tratto da San Miniato a San Gimignano è più mosso e richiede un minimo di allenamento. Quest’ultimo ripaga la fatica con la vista sulle torri di San Gimignano, la Pieve di Santa Maria a Chianni e i saliscendi della Val d’Elsa.
Chianti e Crete Senesi per chi ama le colline
Nel Chianti il paesaggio è quello che molti immaginano quando pensano alla Toscana in bicicletta, ma la bellezza delle vigne non rende le salite più brevi. Il Grand Tour del Chianti Fiorentino supera i 150 km e funziona meglio come itinerario di due o tre giorni, con tappe tra Greve, Radda, Barberino Tavarnelle e San Casciano.
Le Crete Senesi hanno un carattere diverso, più aperto e quasi lunare. Un anello di circa 45 km intorno a Siena e Asciano è sufficiente per assaporarne il paesaggio, ma bisogna mettere in conto vento, tratti esposti e salite brevi ma frequenti. Qui una bici da corsa va bene se il percorso è asciutto; con fondo incerto preferisco una gravel.Come scegliere la bici senza sbagliare fondo
Molti problemi nascono da una scelta apparentemente innocua: usare la bici disponibile invece di quella adatta al percorso. In Toscana una strada bianca può essere liscia e compatta oppure sassosa, con solchi e ghiaia smossa. La differenza si sente dopo pochi chilometri, soprattutto in discesa.
Bici da corsa
La bici da corsa è adatta ai percorsi su asfalto del Chianti, della Val d’Orcia e delle strade secondarie tra Lucca e Siena. Preferisco pneumatici da 28 o 32 millimetri, più confortevoli e sicuri dei modelli strettissimi, soprattutto quando il fondo presenta brevi tratti deteriorati.
Gravel e bici da trekking
Per un itinerario misto sceglierei una gravel o una bici da trekking con coperture da 38-45 millimetri. Sono le soluzioni più equilibrate per alternare asfalto, sterrato compatto e strade rurali senza dover pianificare ogni metro del percorso.
E-bike
La e-bike non serve soltanto a chi non è allenato. Può essere decisiva per chi vuole affrontare 50-70 km con soste nei borghi, senza arrivare svuotato all’ultima salita. Una batteria da 400-625 Wh copre molti itinerari giornalieri, ma autonomia e dislivello dipendono dal peso, dal livello di assistenza, dal vento e dal fondo.
Il limite dell’e-bike è logistico: pesa di più e richiede una ricarica notturna affidabile. Se dormo in una struttura rurale, verifico prima che ci sia una presa disponibile e porto il caricatore, invece di darlo per scontato.
Quando partire e quanta strada mettere in programma
Per me i mesi migliori sono aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre. In primavera il paesaggio è più verde, mentre a settembre le temperature sono spesso piacevoli e i borghi risultano meno affollati. Luglio e agosto possono funzionare, ma solo con partenza all’alba, pause frequenti e un’attenzione seria all’acqua.
La distanza giornaliera va valutata insieme al dislivello. Un principiante può partire da 30-45 km, un ciclista abituato alle colline può puntare a 50-80 km, mentre su un percorso pianeggiante come la Bonifica i chilometri aumentano senza necessariamente aumentare la fatica.
| Profilo | Distanza consigliata | Dislivello indicativo | Ritmo utile |
|---|---|---|---|
| Prima esperienza | 25-40 km | Fino a 400 m | Molte soste e percorso semplice |
| Ciclista occasionale | 40-60 km | 400-800 m | Una pausa ogni 15-20 km |
| Ciclista allenato | 60-90 km | 800-1.500 m | Tappe definite e rifornimenti pianificati |
| Viaggio in e-bike | 40-70 km | Variabile | Gestione attenta della batteria |
La regola che seguo è semplice: non pianifico una giornata solo in base ai chilometri. Un borgo da visitare, una salita panoramica e una sosta per pranzo possono aggiungere facilmente due o tre ore al tempo complessivo. La Toscana va pedalata con margine, non incastrata minuto per minuto.
Come organizzare il giro senza brutte sorprese
Prima della partenza scarico la traccia GPS, ma non mi affido soltanto al telefono. Porto una mappa offline, una batteria esterna e verifico i punti in cui posso trovare acqua, cibo e assistenza meccanica. Le tracce possono cambiare per lavori agricoli, frane o deviazioni temporanee, soprattutto sui percorsi sterrati.
Acqua, cibo e riparazioni
Su un itinerario collinare considero prudente avere almeno 1,5 litri d’acqua per persona, aumentando la scorta nelle giornate calde. Nello zaino tengo due camere d’aria o un kit tubeless, pompa, leve, multitool e una piccola luce posteriore anche per le strade diurne.
Non darei per scontato di trovare un bar aperto in ogni paese. Nei percorsi rurali alcuni esercizi osservano orari ridotti, soprattutto fuori stagione, quindi una banana, una focaccia o una barretta possono fare la differenza tra una pausa piacevole e un calo improvviso.
Costi realistici
Per una giornata, il noleggio costa in genere 25-45 euro per una bici tradizionale e circa 45-75 euro per una e-bike. Un tour guidato può partire da 80-100 euro a persona e superare i 150 euro quando comprende guida privata, degustazioni e trasferimenti.
Per un viaggio autonomo di due giorni calcolo almeno 70-120 euro per notte in una struttura semplice, oltre a 15-30 euro per un pranzo completo. Il prezzo cambia molto tra alta stagione e periodi più tranquilli, ma la voce che incide maggiormente è spesso il trasporto della bici, non il noleggio stesso.
Sicurezza e comportamento
Il casco dovrebbe essere la prima cosa nello zaino, insieme a guanti, occhiali e una mantellina leggera. Sulle strade provinciali mantengo una posizione prudente, evito le ore di maggiore traffico e non considero la segnaletica turistica una garanzia di assenza di automobili.
Dopo temporali intensi rimando i percorsi lungo argini e strade bianche. Il fango può rendere instabile anche un tratto facile e alcune superfici asciugano più lentamente di quanto sembri. Rispetto inoltre cancelli, proprietà agricole e animali al pascolo, perché il cicloturismo funziona solo quando lascia il territorio attraversato in buone condizioni.Un primo weekend costruito con buon senso
Per un debutto senza eccessi sceglierei due giornate nella Valdichiana. Il primo giorno si può percorrere una parte del Sentiero della Bonifica, fermandosi tra i laghi e i piccoli centri della valle; il secondo si può completare il tratto restante fino a Chiusi o rientrare in treno, evitando di trasformare il ritorno in un problema logistico.
Chi preferisce le colline può invece dormire nei dintorni di Siena e dedicare una giornata alle Crete Senesi, mantenendo un anello di circa 40-45 km. In questo modo si ha tempo per visitare Asciano, fermarsi in una bottega locale e affrontare le salite con un ritmo regolare, senza inseguire una distanza eccessiva.
La mia scelta, quando accompagno qualcuno alla prima esperienza, ricade quasi sempre su un itinerario tra 35 e 55 km, con un borgo principale e almeno un’alternativa breve. È la misura che lascia spazio al paesaggio, alle soste e agli imprevisti, cioè a tutto ciò che rende memorabile pedalare in Toscana.
La Toscana più bella si pedala lasciando spazio alle deviazioni
Un buon itinerario non è quello con il maggior numero di chilometri, ma quello che mette insieme fondo adatto, dislivello sostenibile e luoghi in cui valga davvero la pena fermarsi. Prima di partire controllo sempre il meteo, lo stato della traccia e i rifornimenti; poi lascio almeno un’ora libera per una deviazione verso un borgo, una pieve o un punto panoramico.
È questa flessibilità a fare la differenza tra una semplice escursione e un viaggio narrativo. In Toscana la bicicletta permette di collegare paesaggi, comunità e storie con una lentezza che l’auto non offre, purché il programma sia abbastanza leggero da permettere al territorio di sorprenderti.