Quando a Siena si svela il drappellone, la città non presenta soltanto un premio per una corsa di cavalli. Mostra un’opera di seta che unisce fede, storia, simboli civici e identità delle Contrade. Io lo considero la chiave migliore per capire il Palio di Siena, soprattutto per chi vuole visitare la città con rispetto e non fermarsi alla spettacolarità della gara.
Il drappellone è il trofeo che racconta Siena
- È uno stendardo di seta dipinto assegnato alla Contrada vincitrice.
- Le corse ordinarie si svolgono il 2 luglio e il 16 agosto.
- Il Palio di luglio è dedicato alla Madonna di Provenzano, quello di agosto all’Assunta.
- La Contrada conserva il drappellone, ma deve restituire il piatto d’argento che lo sormonta.
- La presentazione avviene pochi giorni prima della corsa nel Cortile del Podestà.
Il drappellone è il premio, ma anche la memoria della città
Il termine “Palio” deriva dal latino pallium, cioè un drappo prezioso. In origine indicava proprio il tessuto consegnato al vincitore delle corse medievali. Nei primi anni del Trecento a Siena si correvano palii alla lunga, su percorsi cittadini e spesso senza fantino; soltanto più tardi la competizione si è trasformata nella corsa in Piazza del Campo che conosciamo oggi.
Il drappellone, chiamato dai senesi anche “cencio”, è uno stendardo rettangolare e allungato, dipinto su seta. La sua importanza va oltre il valore materiale. Ogni esemplare registra il momento storico in cui è stato realizzato e porta con sé la memoria della fede, delle istituzioni e della comunità senese.
La forma moderna della festa si è consolidata nel Seicento, mentre il bando del 1721 ha posto alcune basi del regolamento contemporaneo. Quando osservo un cencio antico, non vedo quindi soltanto un’opera decorativa, ma una specie di archivio visivo della città.

Come nasce un’opera pensata per una sola corsa
Il drappellone viene commissionato dal Comune a un artista scelto per interpretare il tema dell’edizione. La libertà creativa è ampia, ma non assoluta. Il pittore deve rispettare un’iconografia precisa, inserendo la figura sacra legata alla corsa e gli elementi araldici richiesti dalla tradizione.
In alto compaiono normalmente le insegne della città e le indicazioni della festa, mentre il resto della superficie diventa uno spazio narrativo. Possono apparire cavalli, stemmi, personaggi, riferimenti a eventi storici o simboli collegati a Siena. Le dieci Contrade che partecipano alla Carriera sono spesso richiamate attraverso colori e araldica.
Una particolarità riguarda la scelta degli artisti. Per il Palio del 2 luglio, dedicato alla Madonna di Provenzano, l’incarico viene affidato tradizionalmente a un pittore senese. Per quello del 16 agosto, dedicato all’Assunta, l’artista non deve essere senese. È una distinzione poco evidente al visitatore occasionale, ma molto significativa per chi conosce la tradizione.
Il risultato non deve piacere a tutti nello stesso modo. Alcuni drappelloni hanno un linguaggio figurativo classico, altri sono più contemporanei o perfino discussi. Personalmente trovo interessante proprio questa tensione, perché ogni artista deve trovare un equilibrio tra innovazione e riconoscibilità.
Luglio e agosto non hanno lo stesso significato
Le due Carriere ordinarie si corrono ogni anno il 2 luglio e il 16 agosto. La prima è in onore della Madonna di Provenzano, venerata nella chiesa omonima; la seconda celebra Maria Vergine Assunta in cielo. La struttura della festa è simile, ma il significato religioso e il drappellone cambiano.
| Corsa | Ricorrenza | Elemento distintivo |
|---|---|---|
| 2 luglio | Madonna di Provenzano | Drappellone dipinto tradizionalmente da un artista senese |
| 16 agosto | Madonna Assunta | Drappellone affidato tradizionalmente a un artista non senese |
La corsa è soltanto il momento finale di una festa che dura quattro giorni. Dieci delle diciassette Contrade partecipano ogni volta, con cavalli assegnati tramite estrazione e fantini scelti autonomamente. Per questo il cencio non celebra una semplice vittoria sportiva, ma il lavoro collettivo di una Contrada, dai preparativi alle cerimonie fino alla festa in strada.
Esistono anche Palii straordinari, organizzati fuori dalle due date tradizionali in occasioni eccezionali. Non fanno parte del calendario ordinario e seguono decisioni specifiche dell’amministrazione cittadina. Io eviterei quindi di definire il Palio come un evento estivo generico: le due date ufficiali hanno un peso preciso.
Cosa riceve davvero la Contrada vincitrice
Alla Contrada che vince viene assegnato il drappellone, che resta di sua proprietà e viene normalmente conservato nel museo della Contrada. Sopra lo stendardo viene collocato un piatto d’argento, ma questo elemento non è definitivo: deve essere restituito al Comune entro l’anno, secondo le modalità della tradizione.
Il premio comprende anche monete d’argento che riproducono quelle dell’antica Repubblica Senese. Per il Palio del 2 luglio sono previste 70 monete, mentre per quello del 16 agosto ne sono previste 50. Il proprietario del cavallo vincitore riceve inoltre una bandiera di seta con lo stemma della città e la data della corsa, oltre a un premio in denaro stabilito di volta in volta.
Spesso il drappellone viene confuso con il Masgalano, ma si tratta di due riconoscimenti diversi. Il Palio premia la Contrada che arriva prima nella corsa; il Masgalano premia invece la comparsa che si distingue per eleganza, disciplina e coordinazione durante il Corteo Storico. Di solito è un bacile d’argento del peso di circa un chilogrammo o, in casi particolari, un’altra opera d’arte.
Come vivere il Palio da visitatore senza perdersi il senso
Il drappellone viene presentato alcuni giorni prima della Carriera nel Cortile del Podestà di Palazzo Comunale. La cerimonia è aperta al pubblico e offre una prospettiva più calma rispetto alla corsa. Io la preferisco quando voglio osservare i dettagli dell’opera, ascoltare la spiegazione del tema e capire come l’artista ha dialogato con la città.
Per assistere gratuitamente al Palio e alle prove si entra in Piazza del Campo prima della chiusura degli accessi. I posti sui palchi e alle finestre sono invece a pagamento e non esiste una biglietteria unica: bisogna rivolgersi direttamente ai gestori dei palchi o ai proprietari degli affacci.
La scelta più importante riguarda il modo di stare in piazza. Il Campo può diventare molto affollato e le condizioni sono meno comode di quanto suggeriscano le immagini turistiche. Consiglio scarpe leggere, acqua, protezione dal sole e un arrivo con largo anticipo. Chi cerca comodità dovrebbe valutare un palco, ma chi vuole percepire davvero il rapporto tra Contrade e città troverà nella piazza una partecipazione molto più intensa.
Durante la visita eviterei di trattare la festa come una rievocazione medievale organizzata per i turisti. Le Contrade sono comunità vive, con regole, memorie e appartenenze profonde. Fotografare è naturale, ma rispettare i momenti religiosi e le celebrazioni di Contrada conta più di portare a casa l’immagine perfetta.
Guardare il cencio con gli occhi giusti
Per capire un drappellone non serve conoscere ogni alleanza tra fantini o ricordare l’albo completo delle vittorie. Basta osservare tre livelli: la figura sacra, l’araldica della città e il racconto contemporaneo scelto dall’artista. In pochi minuti si può leggere il dialogo tra fede, storia e identità civica che rende unico questo premio.
La corsa dura poco, mentre il significato del cencio rimane per anni. È questa la ragione per cui, a mio parere, il drappellone merita di essere visto anche fuori dal giorno della Carriera: permette di incontrare una Siena più lenta, fatta di simboli, memoria e appartenenza, oltre il rumore degli zoccoli in Piazza del Campo.